produzioni

In the bottle!

2013

obsoleta teatro

Adatto a bambini dai 6 anni

Produzione: Obsoleta / Progetto Ricicl.Arte.Fe / Teatro Nucleo
Regia: Natasha Czertok
Drammaturgia: Natasha Czertok e Greta Marzano
In scena: Chiara Galdiolo, Greta Marzano
Musiche: Greta Marzano, Chiara Galdiolo, Natasha Czertok
Strumenti musicali realizzati con materiali di riciclo: Guerrino Guerra

In the bottle! è uno spettacolo teatrale sul tema del riciclo e del riutilizzo degli scarti del consumo.
Lo spettacolo si rivolge ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado ed è ispirato ad una delle “città invisibili” descritte da Italo Calvino nel libro omonimo.
Leonia, infatti, la prima de “le città continue”, è un luogo che facilmente si presta a rappresentare quello che oggi è – o sta per diventare – il nostro paesaggio urbano: “La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni” scrive Calvino “Sui marciapiedi,avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d’ieri aspettano il carro dello spazzaturaio (…). Dove portino ogni giorno il loro carico di spazzatura nessuno se lo chiede”.
Lo scrittore lascia intendere che tutte le città oggi sono come Leonia, eccellenti nel fabbricare materiali sempre più “indigesti” per l’ecosistema e, allo stesso tempo, preoccupate di allontanare fuori dalle porte, il più lontano possibile da sé, gliscarti di un simile stile di vita.
Sulla scena di In the bottle! si scontrano due personaggi: la prima è Ginestra Verdura, un’eccentrica scienziata ed esperta in raccolta differenziata, venuta con il suo armamentario di sporte colorate a spiegare ai ragazzi come separare i materiali dei rifiuti domestici.
Il suo pignolo lavoro di conferenziera viene interrotto dall’arrivo di un secondo personaggio che, senza tanti complimenti, inizia a spargere ovunque rifiuti ed oggetti d’ognigenere. La bizzarra signora, munita di ramazza e sacchi neri, altri non è che Sofronia Buttatutto, spazzina ufficiale della città di Leonia.
Il conflitto tra le due – la spazzina iper-consumista e l’ecologista pedante, emblemi di contraddizioni quanto mai urgenti ed attuali – è presto inevitabile e, per risolverlo, occorrerà l’aiuto dei ragazzi, il fortunato ritrovamento di un messaggiomisterioso e… quella stessa spazzatura di cui nessuno vuole occuparsi.

IN KHAIM

Spettacolo di teatrodanza


Drammaturgia e regia: Natasha Czertok

Videoproiezioni a cura di Marinella Rescigno

Musiche di Alfonso Santimone

Finalista al premio di Drammaturgia Femminile Donna Mostra Donna 2011

Finalista al concorso Connessioni indetto dal Teatro Anteprima 89 e dall’Associazione Aparte/Ali per l’arte

Presentato inizialmente come testo drammaturgico e successivamente  in forma di corto teatrale al Festival Donna Mostra Donna di Roma nel 2011, lo spettacolo è andato in scena col titolo “In Khaim/dejà vu” per il Festival di teatro e arti visive Connessioni di Milano, in collaborazione con il collettivo NoiseGrup di Brescia,che hanno realizzato il video “Yom anan wa arapel (giorno di nuvole e di oscurità)” ispirato allo spettacolo,  e  per il Festival dei Diritti di Ferrara nel 2011

“Déjà vu di un’anima che torna per dovere di testimonianza, o per bisogno di sentirsi viva di nuovo, qui e ora. Il corpo recluso di Khaim rivive il flusso di coscienza di una donna che ha scoperto nell’orrore della guerra il potere dell’anima e il coraggio di accettare la morte” 

aravot

videoteatro

Selezione Festival Internazionale Espressioni Performing Arts Film Festival _ WAM FESTIVAL /Faenza 2012.

Regia: Natasha Czertok, Marinella Rescigno

Colonna sonora: Alfonso Santimone

                          video

Ritratto di famiglia
Progetto ‘Oyeme con los ojos’ | Natasha Czertok
Alfonso Benazzo, Chiara Galdiolo, Nicola Galli, Giulia Generali, Chiara Mancini, Greta Marzano, Paola Leuci

Hai comprato i fiori? Come stai bene… sei certa di non essere dimagrita? Ci vediamo in centro per un aperitivo?

“Quello che vedi, inganno colorito, …  è un inganno dai sensi percepito”, viviamo circondati da formalità, omologazione, da specchi in cui chi guarda è contemporaneamente guardato, in cui non esiste chiaramente un dentro e un fuori al punto da non distinguere più tra forma e sostanza.

Personaggi grotteschi si incontrano in un’istantanea dai colori vivaci, scambiandosi asettici saluti, estremizzando le tracce assurde della nostra società con il tentativo di rendere visibile, sia anche per un istante, i limiti della nostra gabbia e il vuoto dell’abisso su cui ci sporgiamo, il bisogno di vicinanza, di affetto e di condivisone.

video

sanguelinfa

performance danza contemporanea

musica Andrea Guidetti, Luca Ciriegi, Emilio Milan

if my body is the space I live in

2011

performance teatrale

produzione Natasha Czertok/Associazione Teatrio Venezia

video

 knot

2006/2008

foto marco caselli nirmale

ph. marco caselli nirmal

                                                                                                                  

Di e con Natasha Czertok e Andrea Amaducci

Nuovo allestimento 2008  Natasha Czertok e Andrea Bartolomeo

collaborazione alla messa in scena Cora Herrendorf

produzione Teatro Nucleo

Finalista al Premio Le Voci dell’Anima/2007

Selezione Rassegna Giovani Coreografi “Fuoristrada” del Teatro Comunale di Ferrara-2006

Circuitazione:

Finale Emilia, 2006 rassegna “Avant-Gare”.

Pontelagoscuro(Fe) 2006, Sala Teatrale J.Cortazar

Nereto(Te) 2006, Festival Rievocazioni

Occhiobello(Ro) 2006, Stagione del Teatro Comunale

Aversa(Na) 2007, concorso “Le Voci dell’anima”

Pieve di Cento (Bo) 2007, rassegna “Tracce di teatro d’Autore”.

Vigonza(Pd), 2007 Festival Estate

Vigonza(Pd), 2007 Festival Estate

Bologna, 2008 Teatro Ridotto Finestre sul Giovane Teatro

ph. Marco Caselli

“Knot nasce da un desiderio di confrontarsi con l’auto-drammaturgia. Il soggetto a cui è liberamente ispirata sono le indagini socio – relazionali di R. D. Laing, intrecci di parole che dicono dell’intreccio della vita, facilmente riconoscibile da parte di ognuno di noi. Il groviglio è aggrovigliato perché è proprio così, vederlo sotto la lente d’ingrandimento del teatro ci fa sorridere, anche amaramente… perché no. Siamo proprio come loro, quella donna e quell’uomo che si annodano per poi snodarsi e riannodarsi all’infinito.

La non comunicazione qui ha l’espressività degli attori del vecchio cinema muto. Le piccole vicende della quotidianità ci vengono raccontate con visi, espressioni, labbra un po’ corrucciate, senza aggiungere più di quanto serva per dire ciò che si deve. Se i bambini sono pensiero in azione, questi due adulti che entrano ed escono dal territorio dell’infanzia mirano proprio a quello, è il senso stesso del teatro. Un pensiero che si scatena nei gesti e s’incaglia nelle parole. E’ per questo che gli inevitabili incontri, anche fugaci, appartengono sempre al terreno del non verbale, a due gomiti che si sfidano, a dei movimenti che si inseguono e che permettono un fugace incrocio di sguardi. L’unico attimo di dialogo, forse, si ha nell’incoscienza del sonno. L’avvicinarsi del risveglio fa scemare questa danza a due nascosta da un sottile lenzuolo, che conduce… ad un frammento di mera realtà incastrato fra i denti. Si risveglia la coscienza, irrompe nel corpo la mente e ricompare l’infida parola. Una parola che separa, che allontana, inadeguata, imbarazzante, comica, detta tra un piegamento e un nascondiglio, guardando altrove, cercando il vento. Sono i momenti di maggior lontananza, quelli in cui il dialogo cerca disperatamente se stesso, senza riuscire nemmeno a vedere il suo interlocutore. Lo scherzo, l’abbraccio che si trasforma in una tirata di capelli, i regali che volano, il pianto tragico della bambina… tutti momenti di un ciclo così altalenante, così incoerente, così frammentato proprio perché è vita.”

(Manuela Rossetti,storica del teatro)

video

Love Me

2010

durata: 15 min.

Presentato alla rassegna di coreografi ferraresi “Riso Rosa Verde Rame” nel Febbraio 2010, nell’ambito della rassegna “Strani Giorni” alla Sala Estense di Ferrara

Coreografia  Natasha Czertok

Interpreti Irene Casadibari, Nicola Galli

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